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GIOCHI - Ricerca Avanzata
Età partecipanti
Luogo
Materiale
Tipologia
Energia

 

A cura di: Equipe scuola superiore
Data 07-12-2007
Descrizione Per riflettere sul desiderio d’amare, sulle parole che usiamo per esprimere il bene che vogliamo e valutare i loro effetti, per avvicinarsi alla Parola d’amore detta da Dio.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Partendo dal desiderio di amare e di essere amati presente in ogni uomo, attraverso l’analisi delle parole in cui si esprime l’amore e l’incontro con l’esperienza dell’incarnazione di Gesù, scoprire che Dio usa parole d’amore che realizzano quello che promettono e che noi possiamo amare come Lui.

Cosa stimolare

 

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 50 a 150 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
Particolarmente adatto per periodo natalizio

Metodo

Durata 8 ore
Animatori richiesti 7
Contenuto Idee ed esperienze
1. Pregare significa incontrare Dio in una relazione di reciprocità.
Tempo richiesto: 1 ora e 30 minuti
  • I salmi sono preghiera vera, autentico dialogo perché le parole, le esperienze degli uomini si intrecciano con quelle del Signore.
  • Per far diventare nostra preghiera un salmo dobbiamo parlare con Dio della nostra vita così come ha fatto chi ha scritto il salmo 130 e ascoltare che cosa Lui ha da dirci, da farci sapere di se stesso.
  • Il Dio incontrato dal salmista è un Dio che ancora oggi le persone incontrano.

L’animatore, fuori dalla porta della cappella, dice ai ragazzi che ci sarà un momento iniziale di preghiera fatto con un salmo. Probabilmente è un tipo di preghiera che i ragazzi hanno già fatto, è già stata proposta loro in altri contesti chiede perciò di dire brevemente quando l’hanno utilizzata. Dopo che qualcuno si è espresso l’animatore comunica le idee.
Fa entrare e sistemare i ragazzi, quindi chiede, nel massimo silenzio, di prendere ognuno un biglietto da un cestino che farà passare. I biglietti riportano una di queste 4 domande:

  • per che cosa mi lamento di me?
  • che cosa non mi piace di me?
  • per che cosa di quello che faccio mi arrabbio con me stesso?
  • che cosa non riesco a cambiare di me?
Dopo che ognuno ha letto ciò che è scritto nel suo biglietto l’animatore invita i ragazzi ad andare li dove nella stanza c’è un cartellone con la loro domanda. (tecnica dei 4 cantoni). Si formeranno quattro gruppetti per ognuno dei quali serve un animatore. Nel sottogruppo ogni ragazzo è invitato a rispondere alla domanda.

 

Quando tutti hanno parlato viene data una copia del salmo n. 130, si invita a leggerlo, a soffermarsi sui versetti 8-11 e a scegliere quale di quelli può diventare la propria preghiera di invocazione a Dio partendo dall’esperienza personale appena raccontata.

L'animatore sottolinea come ogni ragazzo abbia riconosciuto come proprie alcune delle parole del salmista, e chiede chi è questo Dio che nel salmo si rivela come buono tanto da poter sperare in Lui, da offrire il suo perdono, da portare luce nella nostra vita, da farsi aspettare con impazienza? E’ davvero possibile oggi incontrare un Dio così? Dice che per rispondere a queste domande sono stati intervistati quattro loro coetanei.
A questo punto l’animatore fa partire la registrazione di alcune interviste fatte a dei ragazzi che parlano del loro rapporto con Dio, sottolinea che quei ragazzi sono come loro, vivono difficoltà comuni, hanno cercato Dio oggi, in questo Natale e hanno rivelato di avere dei desideri sulla loro vita. Invita infine a pregare con il salmo che dice anche la nostra vita.

Contenuto Idee ed esperienze
2. L’unica parola che è riuscita a dire appieno l’amore è quella pronunciate da Dio, che si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi.
Tempo richiesto: 3 ore
  • Viviamo circondati da parole, quelle che pronunciamo e quelle che ci raggiungono dette dagli altri: non sempre è facile riconoscere quelle che contano veramente e che parlano al cuore dell’uomo.
  • Le parole d’amore dette agli altri e ricevute hanno diversi effetti: fanno stare insieme, possono creare intesa e costruire la relazione, possono legare.
  • Le parole esprimono un grande desiderio che tutti abbiamo, una grande attesa: quella di amare e di essere ricambiati. Le nostre parole dicono questo, a volte malamente, ma non sempre raggiungono l’effetto per cui sono pronunciate. C’è però Qualcuno che per amare ha pronunciato parole e quelle parole le ha fatte diventare realtà; c’è Qualcuno capace di pronunciare una Parola che fa vedere, toccare, udire, contemplare, conoscere tutto l’amore.

 

Ci si reca nella sala che sarà allestita come per fare la registrazione di una puntata di "Amici". Mentre i ragazzi si sistemano parte il sottofondo musicale con il ritornello della canzone “Fiumi di parole” o di “Saranno famosi”. L’animatore che farà il conduttore del programma presenta il tema dalla puntata: “Una parola per amare”. Bisognerà intrufolarsi nelle parole, quelle più belle della nostra vita e chiede al pubblico, ai ragazzi, di partecipare con il loro contributo di esperienze, di riflessioni, di giudizi… Si parte con un contributo della regia: registrazione di parole tratte dai più diversi contesti.

Ai ragazzi si chiede quali hanno riconosciuto e si dà la parola a qualcuno. A questo punto il conduttore dice che è necessario restringere il campo, che non è possibile parlare di tutte le parole dette, ma che sono state prescelte fra le tante che fanno parte della nostra vita e che riempiono le nostre giornate quelle che vengono usate per amare. A ogni ragazzo vengono distribuiti un bigliettino bianco e uno rosso. L’animatore chiede a chi usa questo genere di parole di alzare il biglietto rosso e a chi non le usa quello bianco; commenta il risultato e invita a cominciare ad esaminare le parole che si usano per…

Stare insieme: L’animatore fa mandare dalla regia due spezzoni di film tratti da “Come te nessuno mai” e da “L’attimo fuggente” chiedendo di fare attenzione alle parole pronunziate per vedere se creano un clima, un incontro, un’ atmosfera che può sembrare irreale o particolarmente quotidiana. Dopo la visione chiede:

  • Quali parole vengono usate per creare l’incontro?
  • Quali argomenti si scelgono?
Man mano che i ragazzi si esprimono è conveniente che “una valletta” segni le parole che vengono riconosciute su un cartellone.

 

A questo punto l’animatore chiede:

  • Quali di queste parole fanno parte della vostra esperienza?

 

Dopo avere raccolto le esperienze dei ragazzi il conduttore propone di andare oltre ed esaminare come le parole servono anche per creare un’intesa e tessere una relazione. Per indagare su quest’aspetto delle parole d’amore è utile andare su mezzi più moderni e più diffusi: gli SMS.
Per cominciare chiede:

  • quanti di voi li usano?
Chi spesso alza il biglietto rosso, chi mai bianco, chi ogni tanto nero.

 

A questo punto parte un altro contributo della regia: si vedono scorrere dei messaggini tipo utilizzati dai ragazzi nelle loro storie, di sottofondo c’è la musica del Titanic.
Il conduttore chiede:

  • quanti di voi usano messaggi di questo tipo?
  • Si alza il biglietto rosso per il si e bianco per il no.

 

Propone quindi un gioco a premi per fare un dizionario capace di spiegare il senso vero delle parole che queste comunicazioni ultrarapide contengono. Fa formare dei gruppetti di massimo 8/9 ragazzi che con un animatore proveranno a definire il significato di alcuni sms apparsi; si possono aggiungere altre formule gergali note. Si passa quindi all’ascolto dei messaggi spiegati e alla premiazione della spiegazione più significativa, di quella più spiritosa, di quella più banale.

Come premi per i vincitori potranno essere date : una penna con inchiostro dorato, argentato, … una di piccione. Passiamo ora a vedere come le parole siano anche usate per legare. Il conduttore per esaminare quest’aspetto propone un collegamento con lo studio 5 dove sta andando in onda “Amici di mattina” (allegato n. 1); chiede quindi alla conduttrice quale sia l’argomento in discussione e viene presentata una coppia di fidanzatini che racconta la sua storia, i motivi di contrasto e di rottura. Si chiede quindi di schierarsi per lui o per lei alzando il biglietto rosso o quello bianco.

A questo punto si fa intervenire il pubblico chiedendo:

  • Sono state usate parole per legare l’altro?
  • Per portarlo a fare quello che non sceglierebbe da solo?
  • Per ricattarlo?
  • A questo punto il conduttore ripercorre brevemente i passaggi finora presentati e poi comunica la terza idea. (allegato n. 2)

 

 

Tempo richiesto: 3 ore
  • Ancora oggi uomini e donne, in diverse condizioni di vita, hanno pensato di rispondere al desiderio di amare e di essere amati seguendo il modo in cui Dio lo ha fatto. Anche noi possiamo imparare questo modo di amare.

 

L’animatore chiede:

  • che cosa di tutto ciò che avete ascoltato nel corso della giornata vi ha colpiti di più?
  • Vi è mai capitato di dire/sentirvi dire parole d’amore che poi si sono risolte in storie finite, non hanno creato qualcosa che dura, che rimane?

 

Si invita a parlare di se o di storie di altri che si conoscono. Attenzione a far dire che cosa si pensa di quelle parole. Infine si chiede:

  • abbiamo sentito in che modo la parola d’amore di Dio diventa realtà, fatti. Abbiamo esperienze che ci fanno vedere questo modo d’amare di Dio concretizzarsi nella nostra vita?

 

Comunicazione dell’idea.

Due proposte per imparare ad amare nel modo di Dio:
abitare il silenzio (allegato n.3)
imparare a parlare con Dio della nostra vita.

 

Materiale necessario:

  • bigliettini con domanda
  • 4 cartelloni con le domande
  • fotocopie del Salmo n. 130
  • filmato con le interviste ai giovani
  • base musicale con “Fiumi di parole” o “Saranno famosi”
  • Registrazione di parole
  • Spezzoni dei film: “Come te nessuno mai” e “L’attimo fuggente”
  • Tabellone per segnare gli interventi del pubblico
  • Biglietti bianchi, rossi, neri per ogni partecipante (per votare)
  • Lucidi con SMS tipo
  • Base musicale Titanic
  • Storia di vita di due fidanzatini

Dice il saggio: Le tecniche di comunicazione utilizzate ripropongono il cliché di alcune trasmissioni televisive (tipo Amici ecc.) bisogna quindi preparare bene l’ambientazione curando la disposizione nella sala, le luci ecc. E’ un ritiro pensato per un grande gruppo (anche 150 persone) che richiede molto tempo e cura per la preparazione del materiale. Se deve essere usato per un gruppo di 15/20 ragazzi và un po’ ritoccato.

Associazione di Volontariato C.A.Sa.

Aperta ogni giorno dal martedì al sabato dalle ore 20.30 alle ore 22.00

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