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GIOCHI - Ricerca Avanzata
Età partecipanti
Luogo
Materiale
Tipologia
Energia

 

A cura di: èquipe scuola media 2003
Data 2004/04/03
Descrizione Una giornata insieme per riflettere sul proprio modo di vivere la sconfitta a confronto con quello di Gesù.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Sperimentando l'esperienza della sconfitta e della vittoria conoscere il proprio modo di vivere e riflettere sul proprio limite.

Cosa stimolare

 

 

 

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 15 a 40 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Itinerario indicato per Preadolescenti (10-14 anni) Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
    Preadolescenti      
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
Particolarmente adatto per Pasqua

Metodo

Durata 8 ore
Animatori richiesti 10
Contenuto Idee ed esperienze
1. Sconfitta e vittoria, esperienze da cui partire per riflettere sul limite.
Tempo richiesto: 15 minuti
 

All'inizio della giornata i ragazzi, a coppie, dovranno dare la definizione dei tre termini del tema: trafitti, sconfitti, confitti. Alla fine della giornata, quando sarà svelato il perchè del tema sarà premiata la coppia che ha dato al risposta più completa.

Tempo richiesto: 30 minuti
  • I diversi modi di vivere la sconfitta: distruggere se stessi, distruggere gli altri, riconoscere chi sono con capacità e limiti, negare il fallimento, fuggire per non vivere la sconfitta.
  • Gli animatori mettono in scena una piccola rappresentazione che ritrae i diversi modi di porsi dinanzi alla sconfitta.
    La scena è ambientata in uno spogliatoio e i personaggi si alternano sul palco e ognuno, parlando tra sé e sé, mostra la propria reazione alla sconfitta in campo. (I monologhi e le caratteristiche dei personaggi sono riportate in allegato).
  • Successivamente, i ragazzi, divisi in cinque gruppetti, annotano le caratteristiche del personaggio loro affidato, su un cartellone senza apporre il nome di questo. Quindi si gioca in squadre per associare il nome ai personaggi ritratti dagli altri gruppetti (come il gioco "Per chi suona la campana").
  • In assemblea, con la guida di un animatore, vengono brevemente presentati i personaggi e vengono sottolineate le loro caratteristiche peculiari.
Tempo richiesto: 2 ore
  • La sconfitta è una realtà da riconoscere e accogliere.
  • La sconfitta fa soffrire perchè mette a nudo il proprio limite.

Si formano squadre da cinque giocatori cercando di renderle il più equilibrate possibile, così che sia elevata la possibilità per tutte di essere sconfitte almeno una volta. Le squadre dovranno essere minimo tre e massimo sei. Si inizia quindi un torneo di calcetto, basket, palla meta e giochi di intelligenza. Supponendo che le squadre siano sei, mentre due si affronteranno in uno dei giochi di movimento, scelto tramite estrazione, altre due si affronteranno nei giochi di intelligenza. Le altre due squadre faranno da osservatori esterni, ciascuna su un campo, e dovranno, subito dopo la fine della partita, rispondere alle seguenti domande riguardo la squadra che ha perso:

  1. Chi e cosa ha causato la sconfitta?
  2. Durante e dopo la partita, come hanno reagito i giocatori nei confronti degli altri, dei compagni, dell'arbitro e di se stessi?

Il torneo finisce dopo che le squadre hanno fatto ciascuna due partite (giochi di movimento) e una sfida ai giochi di intelligenza. A questo punto ogni squadra si ferma, ciascuna per conto proprio, a leggere quello che è stato notato da coloro che li hanno osservati e l'animatore chiede cosa di quello che è stato detto hanno notato anche loro.

Tempo richiesto: 15 minuti
 

I ragazzi si fermano a fare una riflessione personale seguendo la pista di domande qui riportata.

  1. Nelle esperienze che vivi quotidianamente sei tra quelli che vincono o che perdono? (A scuola, a casa rispetto a fratelli/cugini, negli sport che pratichi e nel tifo per la tua squadra).
  2. Quando vivi una sconfitta ti viene di ... e vorresti ...
  3. Di tutto quanto è stato notato sulla tua squadra, ricopia tutte le cose che ti riguardano personalmente (le hai fatte proprio tu, oppure hai partecipato al modo di reagire degli altri).
  4. E tu di che segno sei? Trova tra i personaggi le tue caratteristiche e riconosciti.

Ogni ragazzo, dopo essersi riconosciuto, indossa il simbolo corrispondente.

Tempo richiesto: 1 ora
  • Ogni sconfitta, anche la morte, non è l'ultima parola.
  • Dalla sconfitta può nascere qualcosa di nuovo: scoprire qualcosa di sè, desiderare di andare oltre, chiudersi alla disperazione, diventare violenti.

Si prepara una stanza in modo che sembri uno studio televisivo e si invitano i ragazzi a partecipare ad un talk show dal titolo: "trafitti, sconfitti o confitti?".
La trasmissione deve essere registrata, nel suo svolgimento, in modo da poter riprendere, più avanti nel tempo, il discorso affrontato.
All'inizio della trasmissione viene proiettata un'intervista a tre personaggi, precedentemente registrata. I personaggi incarnano i tre modi diversi di vivere la sconfitta presentati nel tema:

  1. Giuda (sconfitto): per lui dopo la morte di Gesù non c'è più niente da fare, tutto è perduto. E' deluso, si sente abbandonato. Non ci sono altre strade oltre quella di uccidersi.
  2. Pietro (trafitto): sta male, emotivamente non accetta l'evento della morte, piange. Si ferma, si lascia prendere dallo sconforto, solo dopo si rimette in movimento.
  3. Giovanni (confitto):si scontra con un limite che non comprende, ma non si ferma. Sta male, ma riesce ad andare avanti nonostante la sofferenza grazie all'intervento di qualcun Altro a cui si affida.


Dopo aver visto il filmato, gli animatori, che svolgono la funzione di conduttori del programma, ricostruiscono insieme ai ragazzi il profilo dei personaggi. Quindi si passa alla lettura delle definizioni date dai ragazzi ad inizio giornata dei tre termini e alla spiegazioe corretta.
A questo punto si chiede la disponibilità del pubblico a raccontare il proprio modo di vivere la sofferenza ponendo due domande:

  1. di fronte ad un'esperienza di scofitta io mi sento sconfitto, trafitto o confitto?
  2. Quali possibilità ho?

La trasmissione si conclude con la comunicazione dell'idea centrale della giornata: Giuda, Pietro e Giovanni vivono un'esperienza comune la delusione per un risultato che desideravano e che non si è verificato, ma le risposte che hanno dato sono state diverse. Il primo si ferma e rinuncia a vivere, il secondo riconosce di aver fallito, sta male, si ferma ma poi riprende a camminare, il terzo sta male e riconosce che l'unica cosa che può fare è affidarsi al Padre.

Per la vita comunitaria: E' consigliabile pranzare dopo la riflessione personale e lasciare un tempo di gioco libero prima di riprendere con il momento finale.

Allegati al ritiro

Allegato Trafitti Sconfitti

Interviste a Pietro, Giuda, Giovanni

Associazione di Volontariato C.A.Sa.

Aperta ogni giorno dal martedì al sabato dalle ore 20.30 alle ore 22.00

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